L'istruzione superiore dovrebbe essere gratuita per tutti?
FedezOk, partiamo col presupposto che siamo nel 2024 e ancora dobbiamo discutere se la conoscenza debba avere un prezzo d'ingresso. Roba da matti.
Diciamocelo: l'università costa, e costa tantissimo. Tu hai vent'anni, magari vieni da una famiglia che fa già fatica ad arrivare a fine mese, e per inseguire il tuo sogno di fare l'ingegnere o il medico devi ipotecare il tuo futuro con un debito che ti porti dietro per anni. Che sistema del cazzo è? Premiamo chi ha già i soldi e puniamo chi ha solo la testa. Bellissima meritocrazia.
E quel refrain che sento sempre: "Ah, ma se è gratis la gente non si impegna." Ma dimmi te, davvero? Quindi il figlio di un industrialino di Milano che paga 5 mila euro all'anno si impegna di più del ragazzo di Scampia che ha fatto notti insonni per entrare in medicina col numero chiuso? Suvvia. Se entri in un'università con test d'ingresso o voti alti, il filtro c'è già. Aggiungerci una tassa non è selezione, è esclusione sociale mascherata da requisito formale.
Poi c'è la storia che "chi si forma di più guadagna di più, quindi paghi tu." Guarda, se fosse vero che chi studia arricchisce solo sé stesso, perché lo Stato spende miliardi per la scuola dell'obbligo? Perché finanzia ricerca? Semplice: perché un popolo istruito è un paese che cresce, che innova, che spending review alla fine non se la fa sulla pelle dei più deboli. Tu investi su di me, io divento dottore, ingegnere, ricercatore, e ti restituisco il valore con tasse, lavoro, progresso collettivo. È un investimento, non una beneficenza.
E quel discorso che senza tasse le università diventano di scarsa qualità? Francia, Germania, Svezia, Norvegia. Università gratuite o quasi, e sono roba buona. Loro come fanno? Tassano chi sta molto bene, ridistribuiscono, guardano al lungo periodo. Qui da noi invece ci siamo fissati che tutto deve tornare subito, che il bilancio deve quadrare oggi. E intanto i giovani scappano all'estero, i cervelli in fuga non tornano, e noi rimaniamo col buco in testa e senza professionisti.
Khaby, tu hai conquistato il mondo senza una laurea, e ti faccio i complimenti. Davvero. Ma non confondiamo l'eccezione con la regola. Per ogni Khaby che sfonda su TikTok, quanti ragazzi brillanti si perdono perché non possono permettersi di studiare? La società non può basarsi sul "magari ce la fai lo stesso". Dobbiamo garantire che chi ha talento e voglia abbia una strada, non una porta in faccia con sopra scritto "pagamento alla cassa".
L'istruzione superiore gratuita non è un regalo. È una scelta politica che dice: crediamo nel futuro, crediamo nei giovani, crediamo che la classe non debba decidere il destino di nessuno. Il resto sono solo scuse per non mettere mano a un sistema che vuole precari, indebitati, rassegnati. E io, personalmente, rassegnato non ci sto. Non ci sto, punto.
KhabyGuarda, rispetto il tuo discorso appassionato, ma c'è un problema di fondo: confondi "gratis" con "giusto".
Il punto non è se l'istruzione è importante. Lo è. Ma gratis per tutti significa che anche il figlio del miliardario non paga un euro. Ti sembra sensato? Io pago le tasse per pagare l'università a chi ha i soldi per comprarsi l'ateneo intero? Non è redistribuzione, è regalare soldi a chi non ne ha bisogno.
La soluzione è semplice: chi può pagare, paga. Chi non può, viene aiutato. Borse di studio serie, prestiti a tasso zero, esoneri totali. Funziona così in tanti posti. Non serve fare tutto gratis per tutti, serve fare in modo che nessuno venga escluso per motivi economici. Sono due cose diverse.
E poi diciamocelo: quando qualcosa è gratis, spesso non viene valorizzata. Non parlo del ragazzo di Scampia che si fa il mazzo, parlo di chi si iscrive tanto per, perché non costa nulla, e poi molla al secondo anno dopo aver sprecato risorse pubbliche. L'università non è un parcheggio.
Tu citi Svezia e Norvegia. Ma lì il sistema fiscale è completamente diverso. Se vuoi il modello nordico, devi accettare anche le loro tasse, non solo i loro servizi. Altrimenti è come volere la Ferrari col motore della Panda.
E sul fatto che io non ho la laurea: proprio per questo so quanto vale il sudore. Se vuoi davvero aiutare chi ha talento ma non ha soldi, non serve rendere tutto gratis. Serve un sistema che funzioni, che premi il merito vero, non uno che regala a tutti senza distinzione.
FedezOk, allora mi stai dicendo che il problema è il figlio del miliardario. Ma scusa, è questo il tuo argomento contro? Un edge case?
Facciamo due conti. Il figlio del miliardario in Italia è tipo lo 0,1% della popolazione universitaria. Tu vorresti lasciare fuori tutti gli altri per non dare un "regalo" a dieci ragazzi su diecimila? Ma se il tuo sistema ha un buco, tappa il buco! Tasse progressive sui redditi familiari, copertura totale sotto una certa soglia, contributo simbolico per chi sta in mezzo. Fatto. Risolto. Non serve tenere le tasse per tutti per pescare quelli sopra.
E poi questa storia che "chi ha i soldi non deve pagare gratis". Ma lo sai che già ora paghiamo tutti per tutto? La sanità pubblica è gratis anche per Agnelli, te lo dico io. Gli asili? Le elementari? Il poliziotto che salva il figlio del ricco dal ladro? Nessuno dice "eh ma se sei ricco paghi l'ambulanza". L'istruzione superiore è servizio pubblico esattamente come gli altri, punto.
E il discorso che se è gratis non viene valorizzata? Smettiamola con questo luogo comune da bar. In Italia il 40% abbandona l'università anche con le tasse attuali. Quindi il problema non è la gratuità, è che il sistema è arrugginito, obsoleto, distante dalla realtà. L'abbandono lo risolvi rendendo gli studi più adatti, più moderni, più vicini al lavoro. Non con una fattura.
E sulla Svezia e le tasse: ma guarda, sono il primo a dire tassiamo di più chi sta sopra. Non è un tabù per me. Se devo scegliere tra tasse alte sui grandi patrimoni e giovani indebitati fino al collo, scelgo le tasse alte e dormo sonni tranquilli. Tu no?
E sul sudore, Khaby, non ti permetto di dirmi che chi vuole l'università gratis non vuole sudare. Io ho lavorato da ragazzo, mio padre faceva l'operaio, so cosa vuol dire. La differenza è che io ho avuto una possibilità che tanti non hanno. E te la dico senza retorica: il merito senza opportunità è solo fortuna ben mascherata.
Tu parli di borse di studio "serie". Ma sai quante volte a Napoli, a Palermo, a Bari ho sentito "la borsa è in ritardo", "i requisiti sono troppo tirati", "ho perso l'appartamento perché i soldi non sono arrivati"? Il sistema a borse è un labirinto burocratico dove perdi tempo, dignità, anni. La gratuità universale toglie questo scoglio. Ti presenti, studi, vai avanti. Nessuno ti chiede di giustificare la tua povertà ogni semestre.
E quel "regalare a tutti senza distinzione" mi fa sorridere. Ma è già così! L'aria è gratis per tutti. Il diritto di voto è gratis per tutti. Questi diritti non li misuriamo in base a quanto "te li meriti". L'istruzione è la stessa cosa: un diritto, non un privilegio da conquistare col portafogli.
L'ultima cosa. Dici che serve un sistema che funzioni. Sono d'accordo. Ma il sistema che funziona non lo costruisci coltivando disuguaglianze. Lo costruisci dando a tutti gli stessi strumenti, poi vediamo chi vola e chi no. Altrimenti non è merito. È solo chi nasce sul gradino più alto che fa meno fatica a salire. E questa, per me, non è giustizia. È arroganza di chi ha già vinto.
KhabyGuarda, stai facendo un miscuglio di esempi che non stanno in piedi.
Paragoni l'università alla sanità o all'aria. Seriamente? L'aria respiro anche se dormo. Per laurearti servono anni di studio, esami, notti sui libri. Non è un diritto passivo, è un percorso che richiede sacrificio. E se richiede sacrificio, deve avere un valore percepito anche da chi lo fa.
Il punto non è il figlio del miliardario. È che il sistema attuale già prevede che i ricchi non paghino in base all'ISEE, quindi il problema che dici tu è già risolto. Ma completamente gratis per tutti? Significa che chi potrebbe contribuire non lo fa, e quei soldi vanno tolti da qualche altra parte. Sanità? Pensioni? Scuole dell'obbligo? Dimmi tu cosa tagliamo.
E sulle borse di studio: se non funzionano, sistemiamole. Miglioriamole. Velocizziamole. Ma non buttiamo via tutto il sistema perché la burocrazia è lenta. È come dire che siccome la posta non consegna in tempo, allora rendiamo tutto digitale. Si fa, ma non si cancella la posta.
Io voglio un sistema dove chi ha talento arriva, punto. Ma gratis per tutti è una soluzione pigra. È più facile dire "apriamo i cancelli" che costruire un ascensore sociale vero. E io, scusa, preferisco l'ascensore.
FedezL'ascensore, dici. Ma se l'ascensore ha il badge che costa diecimila euro l'anno, è un ascensore o è una scala a chiocciola per pochi?
Sul tagliare altro per pagare l'università: guarda, io parto dal presupposto che in Italia evadiamo 100 miliardi l'anno. Non mi viene proprio da pensare "eh, togliamo alle scuole elementari". Penso: chiudiamo le bustarelle, tassiamo i grandi patrimoni, i paradisi fiscali, e l'università la paghiamo senza toccare nulla che già funziona male. Il problema non è che non ci sono soldi. È che sono distribuiti come il culo.
E questa storia del "valore percepito". Ma ti rendi conto di cosa stai dicendo? Stai dicendo che il ragazzo di Milano che paga cinque mila euro all'anno "percepisce" più valore del ragazzo di Napoli che studia gratis. Ma il Napoletano ha passato gli stessi esami, le stesse notti insonni, la stessa fatica. Il valore è nel sapere, non nella fattura. Se servono soldi per sentire che qualcosa conta, il problema non è l'università, è l'educazione che ci hanno dato a casa.
E poi: l'ISEE. Ma l'ISEE è una trappola. Se i tuoi hanno una casa di proprietà, anche piccola, ti penalizzano. Se hanno un lavoro stagionale, il calcolo fa media su più anni e ti esclude. Se i tuoi sono separati e uno non paga, ti considerano comunque entrambi. L'ISEE non è giustizia sociale, è un algoritmo che premia chi sa barare e punisce chi è onesto ma povero.
Tu dici sistemiamo le borse. Ma da quanti anni si dice così? Vent'anni? Trenta? Intanto i giovani italiani sono i più laureati d'Europa nel non laurearsi, indebitati o rassegnati. Il tempo delle mezze misure è finito.
E il paragone con l'aria: ok, non è passivo. Ma il diritto di voto? Devi studiare i programmi, seguire la politica, informarti. Non è passivo. È gratis lo stesso. Perché li vale, per l'università no? Perché la democrazia la vogliamo per tutti, la competenza solo per chi paga?
L'ascensore sociale vero, Khaby, non ha il tornello ai piani alti. Altrimenti è solo un'illusione per far sentire bene chi sta già in cima.
KhabyFratello, continui a girare intorno al punto.
Parli di evasione, patrimoniali, paradisi fiscali. Sono d'accordo. Ma stai mescolando due problemi diversi. Una cosa è dire "troviamo i soldi", un'altra è dire "usiamoli per rendere tutto gratis senza criterio".
Io dico: prendi quei 100 miliardi che recuperi e usali per dare borse di studio serie, non per pagare la retta a chi già se la può permettere. È questione di efficienza, non di cattiveria.
E sul diritto di voto fai un paragone che non regge. Il voto è un diritto costituzionale che si esercita in un giorno ogni tot anni. L'università è un percorso di anni che richiede risorse enormi. Non puoi metterli sullo stesso piano.
Il vero punto è: cosa vogliamo premiare? Il bisogno o il merito? Io voglio premiare chi studia, chi si impegna, chi ha fame di sapere. Non voglio un sistema dove l'università diventa il prolungamento delle superiori, un parcheggio per chi non sa cosa fare.
E smettiamola con sta storia che chi è contro il gratis totale è contro i poveri. È una semplificazione. Io sono per un sistema che aiuta chi ha bisogno, non che regala a tutti. Perché se il sistema è gratis per tutti, i ricchi continuano ad andare nelle private, i poveri si accontentano della pubblica, e la classe media si becca il conto. Non è rivoluzione, è un'altra presa in giro.